7.
Non posso stare in casa questa sera. Devo uscire e non
pensare. Devo far qualcosa. Devo scrollarmi di dosso questa sensazione di
essere sempre osservato.
Stai andando a pezzi, lo sai?
8.
Gran brutto momento, questo, per smettere di fumare.
Esco dal locale lanciando un cenno di intesa con il barista che mi farà trovare
il mio posto al bancone e una birra gelata ad attendermi al ritorno, ed accendo
una sigaretta.
Mi sento osservato, e m’accorgo di due tipe, due
sciacquette da poco. Così conciate sembrano due contadinotte che credono di
essersi vestite alla moda, ma che in realtà ricordano più due prostitute
d’altri tempi.
La biondina è una gatta morta ma la mora non è poi tanto
male, occhi scuri e profondi, due belle tette ampiamente mostrate dalla
scollatura, labbra grandi, da bocchinara. Ridacchiano fra loro, e solo quando
mi avvicino smettono di parlottare a voce bassa. La bionda da un bacio a fior
di labbra all’amica e si allontana, lasciando chiaramente intendere che hanno
già deciso chi delle due si sarebbe fatta sbattere.
Poche parole di intesa, l’offerta di una birra, il
conto, e lei è già stretta a me sulla sella della mia moto, il seno premuto
alla mia schiena, le labbra che soffiano sul mio collo e le mani che, con la
scusa di aggrapparsi per non cadere, scendono fino alla patta dei miei calzoni,
stuzzicandomi.
Il tempo di salire in casa ed è già nuda, inginocchiata
davanti a me, a succhiarmelo. Brava, troia, che sai qual è il tuo posto, ma non
è questo che voglio. Devo scaricare la tensione che mi sta dilaniando, quindi
girati alla pecora e fatti sbattere come si deve. Forte. Più forte. Più forte
ancora.
Smettila, cazzo, smettila, le stai facendo
male.
I suoi gemiti sono diventate urla, e la voce è spezzata
dal pianto e dalla paura.
La lascio di colpo, spingendola lontano e fissandola
come se fosse un alieno infilatosi nel mio letto, e lei corre a rannicchiarsi
nell’angolo della stanza, guardandomi, sbiascicando parole senza senso, tirando
su col naso e fissandomi con gli occhi scuri sgranati, giganteschi, come se due
buchi neri avessero inghiottito tutto il resto del suo volto.
Scusami, non so che mi è preso. Sto vivendo un periodo
così strano. Non volevo farti male. Volevo solo divertirmi assieme a te e
scaricare la tensione. Passare qualche momento piacevole, senza pensare.
La guardo vestirsi rapidamente, mentre ancora farfuglio
incomprensibili parole di scusa, e sgusciare via dall’appartamento, infilandosi
in una fessura della porta che richiude subito dietro di sé, forse per paura
che io cambi idea e la segua, per trascinarla di nuovo dentro.
Che cazzo ti è saltato in testa? Già la strizzacervelli
starà con l’ispettore capo a raccontargli di quanto sei fuori di testa, ed ora
c’è pure sta troia che potrebbe denunciarti per violenza.
Hai proprio deciso di mandare a puttane la tua un tempo
promettente carriera?
9.
Qualcuno mi sta fissando.
 |
Rovescio la lampada da tavolo e nel buio balenante di televisione mi guardo attorno. |
Mi alzo di scatto dal divano, rovescio la lampada da
tavolo, e nel buio balenante di televisione mi guardo attorno.
Sono sudato, ho il cuore in gola e là, vicino alla
libreria, c’è qualcosa che si muove così rapido da non riuscire a distinguerlo.
Un brutto sogno. E’ stato solo un brutto sogno.
E qua non c’è nessuno, questo è il tuo solito
appartamento, sono le 5 di mattina e fuori è ancora buio.
Nessuno che sfonda la porta per arrestarti per stupro.
Nessuno in casa.
Nessuno.
Ci sei solo tu!
Dormi!
Segue
Eccomi!
RispondiEliminaBellissimi anche questi episodi... un po' piccanti! :)
Mi sta incuriosendo molto! :)
Moz-
Davvero ti piace?
EliminaMi fa un piacere del mondo!
Sì, davvero! Oggi non ho più potuto proseguire con la lettura (e domani non sarò a casa tutto il giorno)... ma mi sta intrippando, è scritto davvero in modo che acchiappa! :)
EliminaMoz-