Visualizzazione post con etichetta Versi sbilenchi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Versi sbilenchi. Mostra tutti i post

12/07/13

Il tarlo

Rode
Corrode
Mina la struttura

Così la mia precaria sanità
crolla sotto il tarlo d'un pensiero
tenace, non cercato.

Come una zecca pasciuta del mio sangue
nutre sé stesso, cresce e mi divora
fino a esplodere e inglobar la mente.

Metastasi
d'una improvvisa malattia non voluta
da cui non voglio essere guarita.

...

Ma riuscire a mettere di fila due pensieri di senso compiuto mi piacerebbe molto.

Sarà il caldo.

Sarà che se ne stanno tutte quante troppo zitte, lasciando troppo spazio vuoto nel mio cervello.

Sarà questo accidenti di pensiero che si è impossessato della mia testa e che continua a girare su sé stesso come un disco rotto.

Non voglio guarire, ma fa la cortesia di uscirtene dalla mia cazzo di testa!



13/06/13

Dicotomia


Per i puntigliosi: in realtà era un'alba.
Nella realtà il sole non può tramontare sull'Adriatico.
 Ma la fantasia è immensa, e nel mio mondo può!




Corri ragazza! 

E' là
Davanti a te
L'istante perfetto 
in cui il giorno s'arrende alla notte. 

Scappa ragazza! 

La sottile striscia rossa 
t'abbaglia e t'attira
e dietro di te il buio ti rincorre
gravido di empi mostri affamati della tua carne. 

Insegui il tramonto fin quando non sarà notte:
al traguardo ti aspetta un nuovo bar in cui entrare
un nuovo drink da ordinare
un nuovo uomo a cui appartenere. 

Corri e spegni l'ansia di vivere 
in notti di lussuria 
fra pareti di sospiri e gemiti lascivi
adesso e ora, come fosse la prima volta. 

Dimentica il mondo e dimentica te.
Non esiste altro che ora e adesso.
E due corpi che lottano e si sbranano.
Come fosse l'ultima volta. 

All'alba riparti e corri, ragazza!

Corri, veloce.
Non guardarti indietro, perché non c'è ieri e non c'è domani. 

Esiste solamente un nuovo tramonto da inseguire.
Un nuovo bar da trovare.
Un nuovo uomo da incontrare. 

Una nuova notte per vivere.
Una nuova notte per morire. 

Tu che mi incontrerai,
tu imprigionami, se puoi.
Costringimi in una gabbia di piacere. 
Legami in amplessi senza fine. 
Fammi desiderare di restare. 

Hai un'intera notte per riuscirci. 
Ma sorgerà nuovamente il sole.
E io vorrò nuovamente fuggire. 
Per essere libera. 
E nuovamente scappare.

Tu legami. 



10/06/13

Ombre cinesi


Io non esisto. 

Non sono altro che un desiderio
nato dai tuoi incubi più lascivi. 

Mi hai chiamata
in una notte senza luna
e la tua smania mi ha resa viva. 

O forse è il contrario
e sei tu che non esisti.

La mia lussuria ti ha dato vita. 
Fata e strega ad un sol tempo
ho inventato te per appartenerti.

Ho un unico scopo:
realizzare quei sogni che non hai mai confessato.

Le fate muoiono se non si crede in loro. 
Batti tre volte le mani, per salvarle. 

Io muoio se non mi desideri.
Pretendimi tua come complice e amante.

Il piacere è oltre quella curva
dopo l'angolo, nel bosco,
dietro la tenda. 

Corri nella nebbia,
insegui il canto di sirena,
oltrepassa le siepi,
i giardini segreti e i pendii dei colli
fino a scorgere la fiamma della candela. 

Guarda la mia ombra che si sposta fra gli alberi. 

Devi solo legarmi con i tuoi sguardi, 
imprigionarmi con forti emozioni
e non ci sarà nulla che non potrai domandare.

Tendi le mani e prendimi. 
Serra le dita e afferrami.
Ma sii veloce. 
Perché hai solo un istante.

Poi la candela si spegne. 

Ed io
come ombra cinese
cesso di esistere.

In un respiro. 







31/05/13

Se fossi un uomo

Se fossi un uomo



Se fossi un uomo ti vorrei, femmina, senza pudore. 

Ti guarderei nuda innanzi a me, mia amante, complice e schiava

Osserverei ogni piega del tuo corpo,

poi ti metterei in ginocchio

a quattro zampe

 per guardare le tue natiche aperte

osservando il tuo sesso

pulsante di desiderio

grondante di desiderio.


Entrerei in te, lentamente,

e guarderei il mio uccello svanire all'interno del tuo corpo

centimetro dopo centimetro,

brivido dopo brivido,

sospiro dopo sospiro,

e affonderei per riempirti e fartelo sentire

che voglio goderti e sentirti gemere,

puttana.


Non risparmierei apprezzamenti alla tua figa calda

e non ne risparmierei a te, donna

perché sei mia, e anch'io ti appartengo

e quando sono dentro di te sono io a dettare i tempi del tuo piacere

così, sentendolo avvicinarsi uscirei, 

fermando la tua mano che gioca sul tuo sesso

tirando i capelli sulla tua nuca,

sorridendo delle tue rimostranze, 

perché tu sei mia,

ragazza.


Rientrerei solo sentendoti già rassegnata e vinta, 

strappandoti un grido di piacere e di dolore 

perché anche la tua sofferenza mi appartiene, 

bambina. 


E ti riprenderei con forza

guardando il mio cazzo sparire dentro la tua figa:

riempendoti il ventre del mio seme ti direi che sei la mia troia.

Quindi mi abbandonerei su di te, ancora piantato in te

e per cancellare ogni oscenità detta

e ogni volgarità compiuta

tatuerei sul velluto perfetto della tua schiena tre languidi baci. 




29/05/13

Il volo



Il volo 


Basse e lente,
note si inseguono
su una tastiera bianca
troppo grande per due sole mani.


Alte e rapide,
s’accavallano sull’aria
salendo 
come il battito delle ali di una farfalla.


Così la melodia
si spinge verso il cielo
lenta e dolce a volte,
rapida ed aspra altre.


E note basse, 
come il battito del cuore,
rincorrono altre acute,
come il sibilo del respiro affannato.


La farfalla s’innalza nel cielo
volando su quel ritmo spezzato,
a cercare la luce del sole
ambita, sognata, desiderata. 


E la melodia muta,
ora folle, ardita, sincopata,
come le mani dei suonatori,
che si rincorrono,
per respingersi, cercarsi e poi sfiorarsi. 


Vola, sale, si alza fino al sole,
si brucia e cade.


Come cade il silenzio
rotto solo dal palpitare di quelle ali
che s’adagiano
al suolo
come gli amanti sulle lenzuola. 



03/05/13

Un mondo al maschile

L'oscurità è scesa a divorare ad uno ad uno ogni colore, ed ora non rimane altro che il nero a dominare questa notte fredda ed umida, perché in questo mondo, dove io sono la Regina incontrastata, non è mai caldo. 

E' sempre freddo quanto basta a permettere alla nebbia di scivolar fuori dalla terra qual fosse un fuoco fatuo, arrampicarsi lungo le tue gambe, salire al tuo volto fino a renderti invisibile il mondo intero. 

Fino a costringerti a non guardare altro che lei.

La Nebbia. 

Che non è altro che me. 

Vapore freddo, impalpabile come gli incubi, plasmato a mia immagine e somiglianza, poiché, ricorda, in questo mondo dIO SONO. 

So che ci sei, e so che hai brancolato nell'oscurità fino a raggiungere la poltrona che ormai è un appuntamento fisso, e ti attende per ingoiarti nel suo avvolgente abbraccio, per farti desiderare di non andartene più. 

Vuoi restare qua, in questo mondo che è solo nostro, dove io mi spoglio per te, e tu mi osservi, da fuori della finestra, oltre la tenda che ogni giorno lascio un po' più aperta, per te. 

...

Visto che questo è il Mio Mondo, e che vigono le mie Regole, ho deciso di aggiungere un terzo fattore, al buio ed alla nebbia. 

Il fuoco. 

Ma non quello amico che scalda, bensì quello distruttivo, che brucia, consuma, fino a ridurre in cenere ogni cosa, fino a non lasciar più nulla. 

(Hai mai notato come, nell'oscurità, le braci morenti, ormai soffocate dalla cenere, paiano le macerie di una città distrutta dalle fiamme?)

Avvicinati alle fiamme di un camino, e dopo pochi istanti ti accorgerai di non poterne sopportare il calore. 

Questo è il fuoco che ho acceso per te, amico mio. 

...

Non so accontentarmi. 

Preferisco il gelo artico, al quieto tepore primaverile. 

Preferisco bruciare in un istante, che vivere in eterno nel limbo dei sentimenti.

Se non posso avere tutto, allora preferisco non avere niente. 

Qualcuno disse che non so amare.

Non gli credere, amico mio. 

La verità è l'esatto opposto. 

Io amo troppo. 

Amo così tanto che mi consumo in un batter di ciglia. 

Ma in quell'unica notte, io ti amo in modo assoluto. 

Fino ad annullare me stessa, per te.

In te. 





Nel mio mondo non c'è spazio per alcuna presenza femminile se non la mia. 

Poi ci siete voi, meravigliosi, splendidi, unici ed affascinanti. 

Universi da scoprire, esplorare, conoscere. 

Ed abbandonare. 

Quando non avete più misteri da celare.  

...

Posso concedermi a te, sconosciuto che vaghi nella nebbia, e imparare a conoscerti senza bisogno che mi racconti nulla della tua vita. Mi basteranno il tuo respiro ed il tuo sguardo. 

Ti conoscerò da come le tue mani scorrono sul mio corpo. 

Da come fremi al tocco delle mie labbra. 

E in quell'istante sarà l'assoluto. 

Se sarai bravo, allora saprai arrivare alla mia mente con pochi, sapienti sussurri, e se saprai arrivare alla mia mente, allora continuerai ad alimentare il fuoco, e potrai avermi ancora, ed io per te inventerò nuovi peccaminosi giochi, perché non c'è nulla di proibito, quando si ricerca il piacere. 

Non possono esistere limiti, quando l'unico imperativo è il selvaggio bisogno di sentirti fremere ad ogni mia carezza, come in preda alla febbre. 

E se sarai davvero molto bravo ad incatenare la mia mente, tessendo una tela di parole, misteri ed enigmi ammalianti, allora tu sarai il mio fuoco, ed io diventerò una falena che non può altro che gettarsi nelle fiamme della dissolutezza, per te.

E quel blasfemo sacrificio muterà l'assoluto in infinito. 

Fino a quando sarai capace di stupirmi. 

Fino a quando saprai farmi ardere di febbre. 

Poi, quando le fiamme si saranno spente, come una fenice rinascerò dalle mie stesse ceneri, nuovamente pulita, nuovamente pronta ad annullarmi in un nuovo incendio. 

Ancora una volta vergine. 

Di te.