L'oscurità è scesa a divorare ad uno ad uno ogni colore, ed ora non rimane altro che il nero a dominare questa notte fredda ed umida, perché in questo mondo, dove io sono la Regina incontrastata, non è mai caldo.
E' sempre freddo quanto basta a permettere alla nebbia di scivolar fuori dalla terra qual fosse un fuoco fatuo, arrampicarsi lungo le tue gambe, salire al tuo volto fino a renderti invisibile il mondo intero.
Fino a costringerti a non guardare altro che lei.
La Nebbia.
Che non è altro che me.
Vapore freddo, impalpabile come gli incubi, plasmato a mia immagine e somiglianza, poiché, ricorda, in questo mondodIO SONO.
So che ci sei, e so che hai brancolato nell'oscurità fino a raggiungere la poltrona che ormai è un appuntamento fisso, e ti attende per ingoiarti nel suo avvolgente abbraccio, per farti desiderare di non andartene più.
Vuoi restare qua, in questo mondo che è solo nostro, dove io mi spoglio per te, e tu mi osservi, da fuori della finestra, oltre la tenda che ogni giorno lascio un po' più aperta, per te.
...
Visto che questo è il Mio Mondo, e che vigono le mie Regole, ho deciso di aggiungere un terzo fattore, al buio ed alla nebbia.
Il fuoco.
Ma non quello amico che scalda, bensì quello distruttivo, che brucia, consuma, fino a ridurre in cenere ogni cosa, fino a non lasciar più nulla.
(Hai mai notato come, nell'oscurità, le braci morenti, ormai soffocate dalla cenere, paiano le macerie di una città distrutta dalle fiamme?)
Avvicinati alle fiamme di un camino, e dopo pochi istanti ti accorgerai di non poterne sopportare il calore.
Questo è il fuoco che ho acceso per te, amico mio.
...
Non so accontentarmi.
Preferisco il gelo artico, al quieto tepore primaverile.
Preferisco bruciare in un istante, che vivere in eterno nel limbo dei sentimenti.
Se non posso avere tutto, allora preferisco non avere niente.
Qualcuno disse che non so amare.
Non gli credere, amico mio.
La verità è l'esatto opposto.
Io amo troppo.
Amo così tanto che mi consumo in un batter di ciglia.
Ma in quell'unica notte, io ti amo in modo assoluto.
Fino ad annullare me stessa, per te.
In te.
Nel mio mondo non c'è spazio per alcuna presenza femminile se non la mia.
Poi ci siete voi, meravigliosi, splendidi, unici ed affascinanti.
Universi da scoprire, esplorare, conoscere.
Ed abbandonare.
Quando non avete più misteri da celare.
...
Posso concedermi a te, sconosciuto che vaghi nella nebbia, e imparare a conoscerti senza bisogno che mi racconti nulla della tua vita. Mi basteranno il tuo respiro ed il tuo sguardo.
Ti conoscerò da come le tue mani scorrono sul mio corpo.
Da come fremi al tocco delle mie labbra.
E in quell'istante sarà l'assoluto.
Se sarai bravo, allora saprai arrivare alla mia mente con pochi, sapienti sussurri, e se saprai arrivare alla mia mente, allora continuerai ad alimentare il fuoco, e potrai avermi ancora, ed io per te inventerò nuovi peccaminosi giochi, perché non c'è nulla di proibito, quando si ricerca il piacere.
Non possono esistere limiti, quando l'unico imperativo è il selvaggio bisogno di sentirti fremere ad ogni mia carezza, come in preda alla febbre.
E se sarai davvero molto bravo ad incatenare la mia mente, tessendo una tela di parole, misteri ed enigmi ammalianti, allora tu sarai il mio fuoco, ed io diventerò una falena che non può altro che gettarsi nelle fiamme della dissolutezza, per te.
E quel blasfemo sacrificio muterà l'assoluto in infinito.
Fino a quando sarai capace di stupirmi.
Fino a quando saprai farmi ardere di febbre.
Poi, quando le fiamme si saranno spente, come una fenice rinascerò dalle mie stesse ceneri, nuovamente pulita, nuovamente pronta ad annullarmi in un nuovo incendio.