02/05/14

Regola grammaticale





L'aggettivo "dolce" e il sostantivo "trombata" non possono né devono mai coesistere nella medesima locuzione.
O è una trombata, o è dolce. Sarebbe altrimenti come parlare di un luminoso buio, o di uno zucchero amaro.



18/02/14

(non) Appartenenza


Questo, amico mio, è lo sfogo di chi non vuole essere rinchiuso sotto l'egida di alcuna bandiera.

Non ti parlo mai, in queste pagine, di politica, e non parlo mai dei miei pensieri, se non quelli più intimi e mostruosi, che riguardano solo me.

Ma in questi giorni sto avvertendo il morboso bisogno di conclamarlo al mondo intero.

Ogni mia parola, sia stata vergata qua, in questo luogo in cui la mia identità è "segreta", o pubblicamente, nei miei racconti e nei miei commenti sui social network, è semplicemente contro.

Non ho un'aureola pentastellata, non appoggio la destra, anche se il nero è il mio non colore preferito, e non appoggio questa sinistra, anche se spesso al nero abbino il rosso.

Posso affermare che, in questo mondo, non c'è nessuno che mi rappresenti.

Io sono semplicemente io, con le mie nevrosi, con la mia follia, con il mio edonismo privo di freni.

Unica, diversa, e per tanto SOLA!

Questo è il mio testamento spirituale, e se qualcuno, in futuro, dovesse appropriarsi di quanto io dico o scrivo per farne la propria bandiera ci sarai tu, che potrai smentire e affermare che io ero semplicemente contro.

E come recitava un famoso slogan pubblicitario degli anni 80:

"Fermate il mondo, voglio scendere."






17/02/14

Aforisma #2





Quando la tua bacheca di Facebook inizia a somigliare alla pagina dei necrologi del quotidiano locale è segno che stai invecchiando. 

(O che hai degli amici molto sfigati)

01/01/14

Delirio di inizio anno



Il Vecchione è stato bruciato, il nuovo anno è iniziato. 


E' presto...

Troppo presto...

Io non dovrei essere qua.

Sento il calore del vino, della vodka, del lambrusco.

Lo sento dentro di me, mi scalda, eppure non c'è voglia di festeggiare.

Non c'è nulla da festeggiare.

Il nuovo anno che è appena iniziato non porterà nulla più di quanto non sia già giunto in passato.

Le mie scelte.

Giuste, sbagliate.

Mi hanno condotta qua.

Eppure IO HO SCELTO!

Compreso di essere qua, ora.

Anche se è troppo presto e l'alcool scalda ancora il mio corpo.

E il bicchiere di rum è ancora mezzo pieno.

Brindo a te, amico mio, che fuori dalla finestra mi osservi.

Anche tu non dovresti essere qua, eppure, fedele, stai ad osservarmi mentre tolgo la maschera della festa e riappare il mio vero volto, quello che non mostro a nessuno.

E sotto la maschera di clown ce n'è un'altra.

E un'altra ancora.

E ancora...

E ancora...

E io non so più chi sono.

E cosa ci faccio qua.

Ora.




Lo so, mi ripeto. Ancora Fausto Rossi ad accompagnare i miei post, in questi giorni non sto ascoltando altro e tu, amico mio, sei costretto ad assecondare le mie follie. E' per questo che esisti per cui, anche oggi, ascolterai un brano di un genio. 
Incompreso. 
Forse è per questo che non ascolto altro: in questi giorni un po' gli somiglio anche se io, sicuramente, non sono un genio.




24/12/13

Auguri?




Dato il proliferare di auguri natalizi, non posso esimermi di farli pure io. 

A modo mio. 





18/12/13

Riflessione sui mostri


Anche oggi è uno strano orario, per me, amico mio, ma a quanto pare questi strani giorni influiscono in maniera negativa sui miei ritmi, quindi è più facile trovarmi dietro la finestra, ovviamente sempre socchiusa così che tu possa spiarmi da dietro l'oleandro, al mattino piuttosto che la sera.

Dopo quanto ti ho detto ieri ho pensato molto ai mostri.

Esistono diversi tipi di mostri.

I peggiori sono quelli che non lo sembrano.

Sono tutt'attorno a noi, e se guardi con attenzione potrai individuarli. Ci vuole pratica, occhio allenato, una sensibilità particolare. Vedrai, amico mio, che se fai attenzione sono davvero ovunque. Si nascondono dietro falsi sorrisi, sguardi ammiccanti, promesse mancate e bugie.

Se farai molta attenzione ti accorgerai di sorrisi a cui gli occhi non vogliono collaborare, di sguardi furtivi che studiano le tue reazioni per individuare l'attimo propizio per affondare una metaforica stilettata, di parole inevitabilmente prive di sostanza e di realtà alternative, che per un minimo dettaglio sembrano provenire da un universo parallelo.

Sono questi i mostri a cui devi prestare maggiormente attenzione, amico mio, ma in realtà non sono questi i mostri di cui volevo parlarti.

Da sempre, per sempre, l'uomo ha bisogno di mostri. Ha anche bisogno di dei, ma questo è un altro discorso, seppure viaggi su binari paralleli.

Abbiamo bisogno dei mostri, amico mio, e le ragioni sono molteplici.

Il brivido che scorre lungo la schiena con il tocco lieve di dita morte, che fa accapponare la pelle e rizzare i capelli sulla nuca, è un sottile, perverso piacere a cui non siamo in grado di resistere.

Inoltre i mostri ci fanno sentire migliori.

Confronto a loro, possiamo mantenere viva l'illusione di non esserlo noi stessi, dei mostri, seppure i mostri peggiori sono proprio quelli che si nascondono nel fondo della nostra mente, che nascondiamo a tutti, che spesso celiamo pure a noi stessi, troppo orribili anche solo per ipotizzarne teoricamente l'esistenza.



"Che ognuno vi incontri ciò che più gli sta a cuore e che tutti vi si smarriscano." Così scrisse della sua creatura Vicino Orsini, colui che diede vita ad una delle più grandi suggestioni in cui ci si possa imbattere.

Il Parco dei Mostri, o Bosco Sacro, giardino apparentemente selvatico popolato da grottesche, enormi creature di pietra, precipita in un percorso di meraviglia e paura.

Un luogo dove i mostri sono reali, immersi in una dimensione onirica in cui è facile perdersi.

Un giorno, amico mio, ci andremo assieme e non sarò io, ma tu, a raccontarmi di mostri.








Tu ch'entri qua pon mente
Parte a parte
E dimmi poi se tante
Meraviglie sian fatte per inganno
O pur per arte.

Vicino Orsini
1523-1585


Sito ufficiale del Parco dei Mostri